La psicoterapia (dal greco “psychè”, anima e “therapeía”, cura) si occupa del trattamento di problematiche psicologiche di diversa natura, dal disagio personale alla sintomatologia clinica severa, che possono manifestarsi in problematiche tali da alterare lo stato di benessere della persona, incidendo negativamente sulla considerazione di sé, sulla relazione con l’altro, sulla crescita personale, sull’ attività scolastica e lavorativa. Gli incontri di psicoterapia hanno cadenza settimanale o bisettimanale ed una durata di 50 minuti.

La psicoanalisi relazionale

Nasce dal tentativo di integrare diverse scuole del pensiero psicoanalitico contemporaneo tra cui la Psicologia del Sé, la Prospettiva Intersoggettiva, la Psicoanalisi Relazionale e l’Infant Research, filone di ricerca scientifica centrato sullo studio dello sviluppo psichico infantile come esito di un contesto interattivo.

Mentre i contributi psicoanalitici classici implicavano il riconoscimento di una motivazione inconscia di tipo pulsionale, approcci più recenti hanno dimostrato l’origine interattiva, relazionale, dell’organizzazione dell’esperienza.

La psicoterapia psicoanalitica a orientamento relazionale si fonda sull’ ascolto empatico del paziente, nel tentativo di comprendere il disagio che esperisce così come egli lo vive, all’ interno di un contesto di sicurezza e fiducia grazie al quale diviene possibile esprimere e accogliere la sofferenza.

Terapeuta e paziente creano insieme un percorso di ascolto e comprensione, con un’attenzione specifica alle dinamiche interattive che si generano al suo interno. Lo psicoterapeuta, infatti, non si pone come uno schermo neutro che offre un’interpretazione del problema, ma come parte attiva di un processo terapeutico co-costruito che consente di donare nuovi significati all’ esperienza e di aprire nuovi spazi all’ evoluzione positiva del Sé.

A chi si rivolge?

Il servizio di psicoterapia si rivolge a pazienti adolescenti e adulti. Costituisce uno spazio di ascolto per chiunque viva un momento di difficoltà, per chi desideri migliorare la qualità della propria vita, delle relazioni interpersonali e famigliari e per chi voglia promuovere una crescita personale, lavorando su autorealizzazione ed autostima.

A cosa serve?

La psicoterapia aiuta l’individuo a conoscere se stesso e ad accrescere la possibilità di effettuare scelte consapevoli e autonome, sulla base dei propri bisogni e risorse. Lo spazio analitico costituisce un luogo sicuro in cui fermarsi, raccontarsi, ascoltarsi ed imparare a riflettere su di sé in un modo nuovo, armonico ed equilibrato.

Quando iniziare?

Spesso sentiamo il bisogno di avviare un percorso terapeutico quando viviamo eventi di particolare significato ed intensità emotiva, associati a sentimenti di confusione, dolore od incertezza.

Alcuni iniziano a causa di specifici sintomi (crisi ansiose, disturbi del sonno, forte irritabilità…) comparsi a seguito di un periodo particolarmente stressante; altri richiedono di affrontare un problema specifico (insicurezza, ansia, obesità, blocco negli studi…) od un pensiero doloroso e ricorrente, di cui non riescono a liberarsi. Alcuni avvertono la necessità di allontanarsi da dinamiche relazionali che li rendono infelici; altri sperimentano sensazioni più enigmatiche, come un senso di vuoto od un blocco nel compiere scelte di vita importanti. Si può essere infine spinti dal semplice, ma profondo, bisogno di dare un maggior senso alla propria storia.

Chi è lo psicoterapeuta?

E’ un professionista laureato in psicologia (5 anni), iscritto all’Albo A dell’Ordine degli Psicologi della regione in cui esercita e, successivamente, specializzato in psicoterapia (4 anni) esperto nell’ esplorazione dei vissuti emotivi e della soggettività del paziente. La specializzazione in Psicoanalisi richiede ulteriori 2 anni di Istituto, oltre alla terapia individuale e alle supervisioni individuali e di gruppo.

La qualità della relazione tra paziente e terapeuta avrà un ruolo centrale al fine di promuovere una rapporto di fiducia, che generi un cambiamento. Il terapeuta diverrà un alleato con cui poter rielaborare il proprio passato, tracciare nuovi percorsi ed un testimone cui poter affidare la propria sofferenza.

Posso scaricare le spese della Psicoterapia dalle tasse? 

Si, se il reddito annuo non supera i 120.000€ la psicoterapia rientra tra le prestazioni sanitarie fiscalmente deducibili al 19%.

N.B.: A seguito del D.Lgs. 175/2014 e del e il DM 01.09.2016, lo psicologo è tenuto a inviare elettronicamente al Sistema Tessera Sanitaria (STS) i dati contabili relativi alle spese sanitarie sostenute dai suoi clienti. Tali informazioni confluiranno nel mod. 730 precompilato. In applicazione al DM 31.07.2015, il cliente può esercitare la propria opposizione all’ invio dei dati, prima dell’emissione della fattura, tramite esplicita richiesta verbale, che verrà annotata sulla fattura stessa. Nel caso in cui il cliente non si opponga a suddetta trasmissione dei dati fiscali, le informazioni contabili relative alle prestazioni effettuate a suo favore confluiranno nel mod. 730 precompilato risultando, così, accessibili anche da parte delle persone alle quali il soggetto è fiscalmente a carico (es: coniuge, genitori). Se il paziente non ha compiuto i 16 anni di età oppure è incapace di agire, l’opposizione deve essere effettuata per suo conto dal suo rappresentante o tutore. L’opposizione non preclude la possibilità, da parte del paziente, di scaricare comunque le spese sanitarie nella modalità tradizionale (es. rivolgendosi a un CAF o ad un commercialista e producendo i documenti cartacei, anche se questi contengono la dicitura di opposizione). A partire dal 2020, le detrazioni fiscali al 19% saranno valide solamente per le transazioni effettuate a mezzo bonifico, carte di credito, prepagate e bancomat.

“Proprio come un albero riesce a crescere intorno ad un ostacolo per poter esporre le foglie ai raggi del sole che alimentano la vita, così l’individuo, nella sua ricerca evolutiva, abbandonerà il tentativo di continuare in una particolare direzione e cercherà di procedere verso un’altra.”
H. Kohut